In questo post parleremo di fili da pesca per terminali, argomento interessante in quanto nella pesca non si lascia nulla al caso. Spesso è proprio la giusta scelta del terminale che ci può regalare una bella giornata. Vediamo ora questo discorso nel dettaglio.

Nella pesca esistono moltissimi tipi di filo: da quello da bobina al nanofilo, dal nylon al fluorocarbon, per passare al trecciato e così via… Insomma, c’è n’è per tutti i gusti!!!

Oggi mi soffermerò in particolare su una tipologia di filo: quello da terminale. Metterò a confronto due tipologie di filo molto utilizzate per innumerevoli tecniche di pesca: il classico nylon ed il fluorocarbon.

Seppur molto simili, questi fili, differiscono moltissimo tra loro. Lo si deduce in primo luogo leggendo i dati tecnici della confezione ma anche al tatto. Infatti se viene messo a confronto un fluorocarbon con un nylon dello stesso diametro, e volendo anche della stessa casa produttrice, potrete notare che il carico di rottura è diverso. Confrontando questi due fili, si noterà inoltre che tra loro  differiscono sia al tatto sia nella lucentezza, questo perché il fluorocarbon ha un indice di rifrazione molto più basso.

A seconda dei gusti personali, molti pescatori potranno trovarsi bene o non con il fluorocarbon, sta solo ad ognuno di noi sperimentarlo per poi decidere se è il filo che fa per noi. Il fluorocarbon è un filo a bassissimo indice di rifrazione, ciò vuol dire che una volta in acqua diventa quasi del tutto invisibile poiché tende a riflettere meno la luce solare che filtra nell’acqua.

Tra le principali differenze tra nylon e fluorocarbon oltre alla trasparenza, figura anche il fattore rigidità del filo. Infatti il nylon è un filo più leggero, rispetto alla rigidità tipica del fluorocarbon.

Vediamo ora dove usarli e perché usarli.

Come già detto il fluorocarbon è un filo che tende ad essere invisibile nell’acqua. Detto ciò ognuno di noi desidererebbe un filo invisibile, per pescare in ogni situazione. Se così fosse saremmo a cavallo, purtroppo il fluorocarbon non è utilizzabile in qualsiasi situazione: infatti nella nostra cassetta da pesca sarà opportuno avere sia bobine di nylon che di fluorocarbon poiché non sempre si deve utilizzare quest’ultimo. La tipologia di filo varia infatti in base al tipo ed alla situazione di pesca che avremo di fronte in quel momento. Da amante della bolognese, vi posso assicurare che dalla giusta scelta tra questi fili può dipendere la buona riuscita della pescata.

Il fluorocarbon è consigliatissimo in condizioni di luce solare, quindi di giorno, oppure quando abbiamo Luna piena. E’ inoltre utilissimo per la pesca sul fondo o quasi sul fondo, poiché essendo un filo più pesante e rigido porterà più facilmente l’esca verso il fondale dando una presentazione più “sorda” della nostra esca. E’ovviamente indicato anche in caso di media o forte corrente, e in più il vantaggio della sua maggiore trasparenza in acqua lo rende un filo perfetto per le situazioni appena descritte.

Consiglio invece il nylon, più resistente all’abrasione, di notte o quando il cielo è coperto. Il nylon avendo come peculiare caratteristica la leggerezza, può fare la differenza quando parliamo di pesca a galla o a mezz’acqua, specialmente se vogliamo attirare pesci sospettosi come la spigola, che richiede una presentazione molto impegnativa dell’esca.

Tra i migliori nylon e fluorocarbon da me provati posso sicuramente consigliarvi gli Asso, Jtm, Falcon, Daiwa, Trabucco, Colmic, Shimano … In questo periodo sto testando la linea JTM by Fassa: lo “spectrum” per quanto riguarda il fluorocarbon, e “astros” per quanto riguarda il nylon. Danno ottimi risultati e regalano una buona resistenza al nodo, ve li consiglio vivamente anche se tengo a precisare che quella del filo è una scelta totalmente personale…

 Alla prossima,

 Dusty.