La pesca a bolognese è una tecnica di per sé affascinante che, con le sue montature leggere, diviene  la tecnica “regina” in ogni circostanza di pesca in mare, fiume e lago… se poi associata alla pesca di carpe XXL si trasforma in una disciplina ancor più unica!!!

Oggi parliamo di pesca alla carpa effettuata con bolognese con tecnica all’italiana; Questa è una tecnica molto particolare in quanto, a differenza dell’inglese, utilizziamo una montatura molto sottile: parliamo di diametri che partono dallo 0,10mm allo 0,14mm, con ami del 16-18!!!

In estate le carpe si staccano frequentemente dal fondo per “gallare” in superficie, potrete notare infatti molte “bollate” nonostante questo pesce sia un grufolatore di lago e di fiume. Ciò rappresenterebbe un’ottima situazione per la pesca all’inglese, ma badate bene al fatto che spesso le carpe più grosse rimangono a grufolare sul fondale fangoso, ed è proprio qui che la montatura all’italiana entra allora in gioco sfoderando tutta la sua precisione!!!

Condizioni di acqua calma o quasi stagnante sono presenti sia nei laghetti sportivi o “carpodromi”, sia in alcuni tratti di fiume dove l’acqua ristagna; Luoghi perfetti per sferrare il colpo alla carpa XXL!

E’ importante tenere sempre a mente il fattore corrente. Spesso infatti la condizione ottimale di pesca è  rappresentata dalla presenza di vento e corrente alle spalle. In questo caso possiamo utilizzare una grammatura leggera con galleggiante da 1gr a salire, in relazione alla forza della corrente. Mangiando sul fondo la carpa vuole un esca ferma, per questo andremo a piombare la lenza dal basso, aprendo la spallinatura verso il galleggiante. In caso di lenze molto leggere è preferibile l’uso di piombini anziché torpille o pallettoni; In caso contrario, con grammature più pesanti e corrente più forte, è consigliabile l’uso della torpille in quanto rende molto più rigida la nostra lenza in corrente.

Ecco di seguito qualche schema di montatura all’italiana:

– Acque calme (carpodromi, stagni, bacini ecc. …):

gall. 1gr——–0———-0———-0——-0—–0—0–0-0-0/moschettone-microaggancio——terminale————amo 16.

– Acque a corrente sostenuta (fiume, lago, canali ecc. … ):

gall. 3gr———–0—————-0———————torpille 2gr/moschettone-microaggancio——terminale——–amo 16.

 

La lunghezza del bracciolo/terminale dovrà essere medio-corta (da 60cm fino a 90cm) in caso di acqua stagnante. Il diametro invece dovrà essere molto sottile (dallo 0,10mm) in caso di acqua limpida e calma, fino allo 0,16mm in condizioni di corrente sostenuta e possibilmente in Fluorocarbon poiché è un nylon più grezzo e rigido. Per la gestione di questi diametri è necessario che facciate un po’ di “manico” in quanto non è facile guadinare una carpa di 4-5kg con un diametro di 0,10mm!!!

La scelta dell’amo può essere influenzata sia dal fattore “gradimento”, sia dal fattore “esca”. Nella pesca a bolognese parliamo di bigattino, esca piccola ma redditizia per la carpa. Pescando con una montatura molto esile ci indirizzeremo su ami da bigattino numero 16, ma anche 18 nei casi in cui il pesce appaia molto diffidente. Per innescare correttamente il bigattino si può utilizzare il classico metodo alla “fiorentina”: innescando sull’amo un singolo bigattino  dalla pancia, sotto pelle per non ucciderlo e farne uscire il prezioso succo; oppure si può utilizzare il doppio innesco di bigattino nel caso si utilizzi un amo di maggiori dimensioni.

Nella pesca a bolognese è fondamentale il concetto di pasturazione. Un ottimo metodo è quello di incorporare il bigattino alle pasturazioni a base di sfarinato per carpe, oppure utilizzare semplicemente bigattini incollati con ghiaia e colla a seconda della profondità dell’acqua e del tratto in pesca. In ogni caso la pasturazione deve essere fatta a dovere, pena il rischio di non vedere nemmeno un pesce per tutta la giornata!!! Le sfere di sfarinato o di bigattini incollati devono essere lanciate sempre nello stesso punto, calcolando preventivamente la direzione e l’intensità della corrente: se la corrente è forte la pasturazione dovrà essere a monte della direzione di corrente, se c’è poca corrente la pasturazione verrà fatta direttamente sul galleggiante. Le carpe a differenza di carassi, breme, pico, tinche o gardon non giungono immediatamente dopo il lancio e le prime pasturazioni, spesso solo dopo un’ora di giusta e costante pasturazione si riesce a mettere in pesca le carpe più belle. Dovete avere pazienza!

La lunghezza della canna da bolognese dovrà essere compresa tra i 5mt ed i 7mt. Una 5mt è indicata per la pesca nei carpodromi con fondali bassi oppure per la pesca nei piccoli canali. Una 6mt è perfetta sia per il carpodromo che per canali e fiumi. Una 7mt è invece indicata per carpodromi con fondale alto oppure per grandi fiumi. Tutte le canne dovranno essere preferibilemente ad azione medio-rigida o semi-parabolica. Sono assolutamente da evitare le bolognesi “mollaccione”, in quanto con questo tipo di canna non riusciremmo a sfiancare le grosse carpe e faremmo soffrire troppo il telaio della canna rischiando di romperla.

… Ed infine dopo una bella pescata, ricordiamoci di rilasciare le nostre “amiche” affinché la volta successiva possano darci ancor più soddisfazioni … bisogna sempre mettere avanti ad ogni nostro gesto il  rispetto per la natura😉

Dusty